Vista Vesuvio
Show notes
In conversazione con le architette Isotta Forni e Alessandra Como sulla ex scuola svizzera di Dolf Schnebli a Napoli. Una scuola scavata nel tufo, senza facciata, sospesa tra il Vesuvio e il mare. Si entra senza accorgersene, si sale e si scende tra rampe, terrazze e corti, guidati dalla luce, dal vento, dagli odori degli agrumi. La cartolina è datata Napoli, 1967. Tra voci e racconti raccolti sul posto, l'architettura di Dolf Schnebli emerge come una piccola città: un luogo da attraversare, abitare, imparare.
Sul progetto Progettare con il paesaggio Ex scuola svizzera di Napoli 1964-1967 di Francesca Belloni
riferimenti bibliografici: A. Como, M.T. Como, I. Forni, L. Smeragliuolo Perrotta, La Scuola Svizzera di Dolf Schnebli, Clean Edizioni, Napoli, 2023.
Sul tema "architettura e spazi per l'educazione" Cosa vuole essere la scuola? di Francesca Belloni
Architettura e pedagogia Cantone Ticino 1945-1980 di Matteo lannello
La scuola: spazio di identità e relazione intervista a Sandra Giraudi a cura di Luca Cardani Articolo italiano English article
Sull'autore, Dolf Schnebli: La scuola come una piccola città Ginnasio di Locarno 1959 di Michele e Francesco Bardelli architetti
Il collettivo in Ticino di Paolo Fumagalli
Pubblicazioni dell'editore: Archi 3-4/2025 Modelli scolastici in evoluzione | Evolving school models. Archi 2/2022 Architettura scolastica in Ticino
Show transcript
00:00:03: Sul fronte, una grande corte scavata nel tufo in mattoni e cemento.
00:00:08: Al centro, una giraffa metallica ed dietro il vesuvio.
00:00:12: Questa prima cartolina datata a un anno e novecentosessanta set arriva da Napoli.
00:00:18: sul retro tra minuti schizzi in penna nera si legge di sole e suolo di zolfo e agrumi di tecniche costruttive e pratiche sociali un tempo modernissime poi dimenticate e ora riscoperte.
00:00:32: La firma è dell'architetto svizzero Dolph Schnebli.
00:00:36: E Spazio Un Quaderni presenta Cartoline, un podcast dedicato alla cultura del progetto e della costruzione che con interviste racconti raccolti in loco trasmette le voci, le idee e i pensieri di chi progetta, costruisce, abita ed attraversa il paesaggio contemporaneo.
00:00:55: La
00:00:55: strada si inerpica e dopo uno due tre morbidi tornanti Un forte odore di zolfo ci accoglie in cima alla dorsale del promontorio.
00:01:07: Verso nord i campi fregrei, terri in movimento di sibille e crateri.
00:01:12: Versosud il sole infaccia e contro luce è il golfo di Napoli.
00:01:17: Da fuori non la vedi!
00:01:18: Nessun ingresso principale nessuna facciata
00:01:21: solo
00:01:22: muri di tufo e cemento terrazze rampe che si inseguono scivolando lungo il pendio come se si buttassero nel tirreno.
00:01:30: Arriviamo dall'alto dietro ed avanti il mare.
00:01:34: Camminiamo insieme all'architette Alessandra Comu e Isotta Forni, entrambe curatrici della recente pubblicazione sulla scuola.
00:01:42: Seguiamo Isotta che insegnarte nell'istituto senza capire se stiamo entrando o scendo, se siamo ancora in strada o già dentro l'Istituto comprensivo di primo grado Viviani, ovvero la ex Scuola Svizzera di Napoli
00:01:57: Ti accoglio con uno spazio aperto, una grande terrazza panoramica e un percorso.
00:02:02: Non c'è un volume, non c'ha la facciata tradizionale ma è un sistema di volumi adaggiati sul pendio.
00:02:07: Già da subito cogli questa volontà di stimolare la ricerca, di dare un'opportunità di scelta in ogni occasione che è uno dei suoi caratteri di attenzione a quella che è la curiosità dei bambini.
00:02:19: Niente simmetria, nessuna ripetizione.
00:02:22: Le aperture sono tutte diverse Ogni fascia d'età.
00:02:25: Aper l'architetto Svizzero, una relazione particolare ed intima con il paesaggio unico del promontorio di Posillipo.
00:02:32: Dal pavimento ribassato in legno delle aule per i più piccoli si vede solo il cielo e è un ipotetico giardino artificiale appoggiato sul tetto della palestra sottostante da cui emergono lucernari decorati intorno ai quali correre e giocare.
00:02:47: le aule dell'elementario più in basso grazie ad elaborare i sistemi di ombreggiatura mobili offissi se aprono sul giardinò verso il mare e verso la città.
00:02:56: Guarda come modula la luce, cioè questa, infittirsi dell'infisso verso l'alto in modo che è anche questa lunga pensilina che ti protegge dai raggi più alti.
00:03:06: quindi il sole può entrare direttamente solo quando è decisamente più basso e più dolce.
00:03:10: Pencia una grandissima attenzione alla modulazione della luce naturale in tutta la scuola.
00:03:14: Vietri singoli e cornici di legno diventano nicchie dove sedersi, baccheche dove sporre e fianchi di panche intravertino dove studiare.
00:03:22: Trombriso lei di cemento e una tenda leggera, la luce diventa tempo.
00:03:27: Cambia di ora in ora, di stagione in staggione.
00:03:30: Un tempo che filtra riflette si ferma un attimo sui banchi tra i ragazzi E a curiosare tra immobilio il legno laccato dell'epoca blu e verde.
00:03:38: Poi qualcuno apre una finestra e il paesaggio ancora più entra in classe.
00:03:42: C'è una grandissima attenzione alla dimensione, alla scala dei bambini.
00:03:45: non so se hai visto che c'è un'allievependenza e quando entri la pensilina ti porta a una dimensione proprio minuta piccola quella dei babbini.
00:03:53: e così anche in questo spazio tutti ritrovi all'interno quasi di una vasca di legno.
00:03:57: vedi ci sono dei gradini per scendere sei protetto.
00:04:00: naturalmente i piccoli non possono scappare ma vivono il senso di libertà.
00:04:04: con pochi gradini raggiungi la quota appunto della terrazza.
00:04:08: gioco
00:04:09: Scendiamo, giriamo, risaliamo, perdiamo l'orientamento.
00:04:12: Il percorso si snoda a mai dritto.
00:04:14: La scuola è un labirinto in sezione Un gioco topografico che educa a muoversi e a scegliere L'asse centrale.
00:04:21: Si frammenta in infiniti corridoi, rampi, terrazzi e passaggi obliqui.
00:04:25: L'aria non sta mai ferma.
00:04:27: Passa tra i lucernari Sinfila nei corridoe, sale e scende Tra le consumate aperture in legno Nespoli, aranceti, limoni, palme, mandarini e ulivi il cui profumo si mescola alle esalazioni sul fuore e alla polvere calda del tufo.
00:04:47: Insneblish è questa.
00:04:49: attenzione grandissima al coinvolgimento di tutti i sensi.
00:04:52: Sicuramente dell'ascolto.
00:04:53: dividere il suono delle urla dei bambini da quello, dei ragazzi che stanno molto più lontani in basso quindi assicurare ad ogni nucleo un silenzio che senti solo uccellini quando sai giù o se stai nel giardino all'aperto.
00:05:04: c'è anche il suolo dell'acqua che come faceva le corbuserie sai viene convogliato in doccioni e quindi può risuonare.
00:05:10: poi ovviamente la vista fra tutti ma anche il tatto, il tattro è tantissimo viene coinvolsto perché sono tutte superficie trattate matericamente con materiali naturali, appuntricemente faccia vista a mattoni in comuratura che non viene intonacata.
00:05:22: Il vento arriva da nord e trapassa gli spifri delle facciate.
00:05:26: rimbalza tra i piani sfalzati veloce e forte come le voci dei ragazzi appena suona la campanella che sembrano arrivare senza tregua da ogni lato per approdare nella cavea centrale.
00:05:38: Dalla cota superiore c'è una porta che ti permette di accedere a questo ballatore quindi poi riediscemi Quindi ogni quota della scuola quasi ritrova.
00:05:46: È una articolazione molto, molto complessa e è una cavea che raccoglie tutte le puote principali.
00:05:57: Le grandi lastri orizzontali intravertino da sotto i portici entrano nei corridoi si rimpiccioliscono in piastrelle quadrate nelle aule delle elementari e in listelli imparché per i piccoli e ancora immattoni per la corte esterna.
00:06:11: Ogni materiale si adatta alla misura dell'età Al ritmo dei corpi, di piedi, mani e ginocchia.
00:06:17: La Corte Anfiteatro al centro raccoglie tutto.
00:06:20: Aule, palestra, refettorio, terrazze... ...e fino agli anni attanta opere d'arte sculture che puntellavano ogni spazio tra graffiti maioliche ma soprattutto un altissima giraffa metallica al centro della Corte.
00:06:35: Chi sta ora come sta?
00:06:37: Animale africano color del tufo tra le montagne?
00:06:40: Chissà quanto le manca quell'area profumata di agrumi e gli sbuffi del vesuvio.
00:06:44: Si parla tanto del Civic Center, era pensata per la Comunità Svizzera, tant'è che questa quarta di amfetriato era spesso utilizzata dalla comunità svizzera.
00:06:52: è molto intrigante questa cosa che già aveva pensato a settanta anni fa che la scuola dovesse essere in ono un volume separato, appunto parte integrante e la città intrecciava tutti i percorsi interni ed esterni.
00:07:04: La Scuola di Schnebly come altri suoi progetti in Ticino dove aveva lo studio Era stata progettata come un quartiere, un centro civico, un paesim scavato nella terra come tanti nuclei vernacolari incontrate nel suo lungo viaggio in Oriente e sul Mediterraneo.
00:07:31: aperta, tutte queste porte possono essere totalmente aperte e quindi quando ci sono degli elementi gli spettacoli diventava e diventa un'unico spazio tra la palestra, la corte.
00:07:41: poi prima anche con il refattore diventavo un'uno grande spazios comune.
00:07:45: Pubblico quello della Cora.
00:07:47: Il tempo purtroppo ha chiuso alcune porte ma lo spirito del progetto è vivissimo.
00:07:52: l'adeguamento dell'edificio alle attuali indicazioni ministeriali ci revelano le standard esotta.
00:07:57: si configurerebbe qui come un restauro conservativo tornare indietro a sessant'anni fa per restare contemporaneo.
00:08:04: Nonostante siano stati attuati alcuni stravolgimenti al progetto iniziale, il complesso dell'estetuto Viviani venché un po' logoro e trascorato resiste come manifesto di una buona architettura accogliente, trasformabile e solida.
00:08:18: C'erano
00:08:18: in realtà più ingressi.
00:08:19: Un ingresso dalla parte alta, un ingresso alla parte bassa dove c'è l'altra strada parallela a questa via Manzoni e poi anche un ingreso laterale da Giardini.
00:08:32: Questo dava la possibilità di decidere da dove entrare.
00:08:35: ormai invece ciò non è più possibile e quindi in un certo senso l'edificio è stato riportato ad un blocco unico.
00:08:42: Quindi quella libertà che c'era prima dei percorsi non c'ha più ora.
00:08:45: In realtà non sarebbe così difficile per recuperarlo, perché anche con degli accorgimenti riducendo anche di poco il suo spazio di datto sarebbe possibile riaprire l'accesso dei giardini e riattivare l'accesso dal basso.
00:08:59: Oggi c'è lezione e dopo il cambio dell'ora nei corridoi ci è quiete.
00:09:03: Senza accorgerciene arriviamo in fondo al pendio e mentre alcuni raggi spuntano tra i caseggiati affacciati a sud-ovest scendiamo tra mureglioni in pietra che stanno di costiera e campagna.
00:09:14: sul mare si sente del traffico che si mescola al chiacchiericcio dei ragazzi in giardino.
00:09:19: La ex scuola svizzera, dietro di noi, se guardi su quasi non si vede.
00:09:24: Un discreto volume ha grappato alla roccia e proteso sul golfo pronto per un tuffo un po' più in giù tra qualche ora a un mare chiaro con tutti i ragazzi.
00:09:36: Abbiamo intervistato l'architetta Alessandra Como, docente all'Università di Salerno ed l'architetta Isotta Forni insegnante all'Istituto Viviani Ex Scuola Svizzera Autrici del Libro la Scuolla Svizsera dei Dolphinebli insieme a Maria Teresa Como e Luisa Smeragliuolo Perrotta, edito nel twenty-three da Clean Edizioni.
00:09:55: Si ringrazia per la disponibilità.
00:09:56: l'istituto comprensivo Raffaele Viviani di Napoli.
00:10:00: Per leggere l'articolo di Francesca Belloni visita espazium.ch i nostri social o abbonati alla rivista.
00:10:13: Cartoline è un podcast ideato e scritto dall'Ara Monacelli Bani e Valentina Merz con il supporto di Stefano Milan e Andrea Nardi co-direttori della rivista Espazio Unquaderni Voce narrante, di Lara Monacelli-Bani Musiche originali ed editing audio a cura di Jacopo Biffy.
00:10:32: Per ricevere altre cartoline, inquadra il core code tra le pagine di Quaderni o segui il nostro canale Spotify.
00:10:38: A presto!
New comment