Il recinto che non c'è

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In conversazione con gli architetti Krausbeck, Santagostino e Margarido sulla nuova scuola dell'infanzia di Lamone Cadempino. Una piazzetta ombreggiata, tricicli dimenticati, foglie secche che scricchiolano sotto i passi. Questa cartolina arriva da Lamone Cadempino, dove una scuola dell'infanzia si nasconde tra il parco e il paese. Non un edificio isolato, ma un bordo abitato: un recinto poroso di cemento, luce e aria che protegge senza chiudere. Tra voci, suoni e racconti di cantiere, il podcast attraversa un'architettura pensata come filtro, giardino e soglia, capace di crescere, trasformarsi e confondersi con il paesaggio e con il tempo.


Sul progetto Filtrare il contesto Scuola dell'infanzia, Lamone 2024 di Luca Cardani, GraziellaZannone Milan Articolo italiano English Article


Sul tema architettura e spazi per l'educazione Caratteri e carattere della scuola di Luca Cardani Articolo italiano English article


Tra pedagogia, tipologia e contesto intervista a Sandy Attia e Matteo Scagnol a cura di Luca Cardani Articolo italiano English article


Pubblicazioni dell'editore Archi 3-4/2025 Modelli scolastici in evoluzione | Evolving school models

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00:00:03: sul fronte qualche triciclo abbandonato, foglie gialle a terra e ombre sottili di rami spogli.

00:00:09: Sulla sfondo un volume orizzontale sospeso racchiuso da uno strano recinto che appare e scumpare attraversato da luce, aria ed sguardi.

00:00:19: Questa cartolina arriva dalla Monecadempino, un piccolo paese a poche chilometri dal Lugano.

00:00:24: Sul retro amatita misure e appunti si alternano a tratti spezzati che si inseguono tra alberi e curve di livello.

00:00:32: Le firme sono tre, Krausbeck, Sant'Agostino e Margarido.

00:00:37: Il gruppo di progetto della nuova scuola dell'infanzia.

00:00:41: E Spazio Un Quaderni presenta Cartoline un podcast dedicato alla cultura del progetTO.

00:00:46: ed è la costruzione che con interviste racconti raccolti in loco trasmette le voci, le idee e i pensieri di chi progetta, costruisce, abita e attraversa il paesaggio contemporaneo.

00:01:00: nonostante i pochi minuti di treno da Lugano le colline che circondano il parco rimangono libere da grigie spigolose villette monofamiliari, mentre appaiono vigneti, cascine e qualche dicola sacra che si perde nei boschi.

00:01:14: Attraversiamo il nucleo storico vicinandoci al parco comunale un tempo anch'esso vigna ed terreno agricolo.

00:01:20: Tra le case i rilievi si apre un grande vuoto, qualche ettero di prato ombreggiato dal tissimi platani e disegnato da muri ammuretti di pietra con fini di antichi lotti.

00:01:31: Quello che abbiamo visto è che dentro questo parco, che era un terreno agricolo si sono insidiate nel tempo.

00:01:35: Un mulino che non c'è più, il cimitero la chiesa, la casa comunale e qualche altra struttura mettendo dei recinti.

00:01:42: noi ci siamo trovati a costruire nel vuoto fra questi recintri in un terreno da una forma un po strana però con la presenza di questi grandissimi platteni questi alberi molto belli che veniva utilizzato come parco

00:01:52: pubblico.

00:01:53: La prima scelta è stata quella di dire, ma come ci mettiamo in questo parco pubblico?

00:01:57: Construiamo un padiglione a senso riempire?

00:01:59: l'unico voto che rimane.

00:02:00: Abbiamo detto no.

00:02:01: I tre architetti progettano affidandosi all'antico gesto di recintare, circondare e proteggere quanto sia di prezioso.

00:02:10: la prima linea che tracciano in fase di concorso Non disegna fondazioni a pilastri, mallini e rette ed eviazioni improvvise che schivano alberi e segnano il confine del giardino della scuola da un lato e dal parco pubblico dall'altro.

00:02:24: Aperto è accessibile a tutti.

00:02:26: Dobbiamo pensare recinto come parte dell'edificio quindi non pensarlo come due entità separate, ma il recinto stesso è l'edificio.

00:02:35: Diciamo che il tema del recinto era necessario per la squadra di infanzia.

00:02:39: questa scelta di questo frangisole in calcio struzzo meglio chiamato Kobogô ha questa funzione della separazione del giardino ma allo stesso tempo di cercare il massimo della trasparenza.

00:02:51: gli elementi sono moduri di cemento progettati come piccoli mattoni montati come un castello di carte Non un'unico grande pannello prefabricato, ma pezzi modulari che le maestranze hanno essato uno ad uno incollati e spinottati armati con fibre per resistere al gelo e per ridurne la sezione.

00:03:11: Il disegno si ricorda alle cascine i granai ventilati dei massicci corpi di fabbrica rurali lombardi e ticinesi ma anche certe architetture del modernismo sudamericano del secolo scorso attraversate d'aria fresca e ricoperte da una vegetazione implacabile e imprevedibile.

00:03:30: Alla fine è stato quasi come lavorare con il falegname, invece di prendere a catalogo.

00:03:35: L'artigiano ha poi rispettato questa sfida, si è sentito anche partecipi di un processo importante e ha saputo quindi creare dei casseri metallici, c'è tutta una lavorazione, un'idea dietro, è interessante.

00:03:48: Poi lui con suo camioncino portava mano a mano che li produceva e mano a meno venivano montati perché come dire i tempi poi di produzione erano lunghi visto che l'artiggiana era un piccolo artigiano.

00:03:59: I carichi di losange e triangolo in cemento arrivano a ondate, scandendo il ritmo del cantiere.

00:04:06: Numerate come in un grande abaco tridimensionale vengono posizionati alternate a mano per far entrare più luce possibile e negli angoli dove la linea del recinto si spezza o nelle parti terminali funzionano come casseri a perdere per il calciestruzzo gettato in situ.

00:04:24: La tecnologia costruttiva scelta dagli architetti è il metronomo del progetto e la misura di ogni sperimentazione.

00:04:31: La variazione del tema della facciata, che non è solo una pellicola che si parla dentro o fuori ma sempre quasi uno spazio, uno spesore che controlla o con l'avantetto col portico, col briso lei...

00:04:42: In Ticino a Faccio Svizzero sul Mediterraneo Il Kobogò diventa un dispositivo efficace per riparare e schermare che respira e si illumina.

00:04:51: Di giorno il muro appare massiccio e opaco.

00:04:54: Di sera, quando dentro si accendono le luci calde del rivestimento e l'arice la facciata diventa una pergamena, una filigrana di cemento attraverso la quale si intuisce la vita di urna inutturna di una grande armia.

00:05:08: Soprannomo è dell'odificio, dato dai tre progettisti.

00:05:11: Di notte appena si illumina dentro di colpo sembra una pergamena con all'interno uno scriglio di legno.

00:05:18: Superata la soglia al pianoterra un lungo portico rivestito il legno permette diversi accessi alle awli.

00:05:25: in silenzio e scalzi Camminiamo tra bambini che leggono e riposano, seddoline, armadietti colorati e tavoli zagonali di quaranta centimetri sparsi quella.

00:05:35: Sembra di stare fuori sotto gli alberi invece che dentro questo calmo ronzante al veare.

00:05:40: A noi piace molto che gli spazi possano essere anche utilizzati senza interventi edili in più modi.

00:05:45: quindi alla fine questa è una tipologia molto regolare.

00:05:47: questo edificio ha dei seti strutturali con dei copi di spazio diversa da una scala, in modo che si può anche gestire attraverso l'apertura delle porte in modo molto flessibile.

00:05:59: Qui siamo in questo lungo portico.

00:06:01: ogni sezione ha il suo accesso e come vedi c'è sempre trasparenza in quello che sono le attività.

00:06:16: Andate?

00:06:20: Noi tra poco usciamo in giardino.

00:06:21: Ah che bello!

00:06:23: Bela giornata oggi!

00:06:24: Mi approfittiamo!

00:06:48: Salve!

00:06:51: Saliamo al primo piano.

00:06:53: Una grande sala, di quasi duecento metri quadri unisce tape, unisce le due aule di movimento durante il giorno mentre la sera ospita la cena mensile degli anziani in contro di formazione e venti della comunità.

00:07:05: C'è persino una sezione in più, predisposta ma non ancora attivata che oggi è un aula coperta all'aperto.

00:07:12: Uno spazio sospeso tra quello che serve adesso e ciò che potrà servire in futuro.

00:07:17: Se noi togliamo tutto quello che è montato a secco, armati, porte

00:07:22: ecc.,

00:07:22: li puliamo e abbiamo una struttura molto chiara che divide spazi passanti come un vecchio palazzo dove non esistevano i corridoi ma si passava da sala a sala.

00:07:31: In qualche modo ne potremmo mettere qua anche gli uffici comunali, potremo mettere quà... Per esempio il terziario ha una struttura che in qualche modo è così chiara, così semplice, che

00:07:41: è occupata poi al fase di progetto.

00:07:44: non facciamo questa verifica però quello di acere delle piante che siano lo spazio, quindi la struttura e lo spazzio è una certa regolarità.

00:07:54: La legge come flessibile, quindi avendo acquisito la flessuità poi può diventare tutto.

00:07:59: È metapo merigio ma il sole già si abbassa dietro le pendici del Monte Tamaro.

00:08:04: La facciata traforata si dispa in un ordinato ricamo di cemento e luce.

00:08:24: Mentre calpestiamo montagne di foglie secche, le voci si sgranano nella piazzetta dove una ventina di famiglie aspetta sotto le betulle.

00:08:33: Sembra che il recinto si spala anche per lasciarli correre nel parco e illuminarmi il gioco con la calda luce del primo piano, che rischiara tutto il parco, protegge senza chiudere, filtra senza separare!

00:08:47: La scuola resta lì, compatta e porosa insieme un bordo abitato, un luogo che respira con chi lo attraversa.

00:08:54: col passare degli anni i cespugli cresceranno Le rampicanti si arrampicheranno sulle losange, il muro si macchierà di piante e pioggia.

00:09:04: Sarà sempre più difficile capire dove finisce tape la scuola e dove comincia il parco.

00:09:15: reggere nel tempo perché il mantenimento dell'opera, diciamo

00:09:32: pulita

00:09:32: o immaccolata.

00:09:36: Abbiamo intervistato gli architetti Giorgio Santagostino e Otto Krausbeck, vincitori insieme a Moneca Margarido del concorso per la nuova Scuola delle Infanzia di La Monecadempino in Svizzera.

00:09:47: Si ringrazia però disponibilità il personale della scuola.

00:09:51: Per leggere l'articolo di Luca Cardani e Graziella Zannone Milan visita espazium.ch i nostri social o abbonati alla rivista.

00:10:08: Cartoline è un podcast ideato e scritto dall'Ara Monacelli Bani e Valentina Merz, con il supporto di Stefano Milan ed Andrea Nardi co-direttori della rivista Espazio Un Quaderni voce narrante dell'Aro Monacellibani.

00:10:22: musiche originali ed editing audio a cura di Jacopo Biffy.

00:10:27: per ricevere altre cartoline inquadre il core code tra le pagine di quaderni o segui il nostro canale Spotify.

00:10:34: A presto!

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