Intersezioni sonore
Show notes
In conversazione con la ricercatrice Hind Al- Shoubaki sul centro intergenerazionale di Coldrerio e House for almost everything a Himwil. Voci di bambini, passi lenti, stoviglie che tintinnano, ruote che scorrono sul pavimento, campanelli, risate, silenzi. Questa cartolina arriva dal Ticino, dal nuovo centro intergenerazionale del Parco San Rocco. Tra voci, rumori e attraversamenti quotidiani, il podcast racconta un'architettura che non separa le età ma le mette in relazione, trasformando la cura in spazio condiviso, gesto urbano, pratica collettiva e politica. Progettisti: Architetti Tibiletti Associati, Centro intergenerazionale, Coldrerio (TI). Progetto di Comte Meuwly, House for almost everything, Himwil (ZH).
Sul progetto: Spazi per tutte le età, Quartiere intergenerazionale, Coldrerio 2019-2022 di Hind Al.Shubaki e Stefano Zerbi Articolo italiano English article
Domesticità condivisa House for almost everything, Himwil 2020-2023 di Hind Al.Shubaki e Stefano Zerbi Articolo italiano English article
Pubblicazioni dell'editore: Archi 5/2025 Curare, avere cura | To cure, to care
Show transcript
00:00:03: Sul fronte l'immagine sfocata di un edificio, come se la facciata più importante non fosse quella costruita e tangibile ma quella che si muove tra suoni, corpi e luce.
00:00:18: Questa cartolina arriva da Coldrario dal centro intergenerazionale del Parco San Rocco.
00:00:24: il retro non è firmato.
00:00:25: si leggono solo nomi e cognomi sparsi di ogni provenienza.
00:00:29: in stampatello incerto e incorsivo tremolante.
00:00:32: L'urbanista ricercatrice Hind al Shubaki ci guida tra percorsi reali e immaginari, tra giovinezza e fine vita, tra muri in cemento e playground, tra bambini, giardinieri maestri e genitori e malati di Alzheimer.
00:00:46: E Spazio Un Quaderni presenta Cartoline un podcast dedicato alla cultura del progetto ed della costruzione che con interviste e racconti raccolti in loco trasmette le voci, le idee e i pensieri di chi progetta, costruisce, abita e attraversa il paesaggio contemporaneo
00:01:09: persone che stanno qui a prendersi il sole, che fanno giocare i bambini fuori dagli orari di scuola anche la domenica.
00:01:16: Il parco è molto bello e quindi è molto partecipato.
00:01:19: È una piazza che fondamentalmente è molto viva, è molto piena di vita.
00:01:23: ci sono tanti bambine, ci sono molte persone che la frequentano per andare alla posta, per andare all'apasticceria, alla panetteria, per andare a visitare i cari nella casa Peranziani.
00:01:34: E' un luogo che diventa davvero centrale.
00:01:37: Lasciato l'autopostale scendiamo leggermente, costeggiando un grande parco e casetteoni familiari che negli anni hanno colonizzato i terreni agricoli della Vallata tra la provinciale direzione Lugano ed il centro del paese arroccato su una piccola altura verso sud.
00:01:54: È mattina ed è inverno oltre a un solitario soffiatore che rincorre le poche foglie cadute da quattro alberelli invasi troppo piccoli.
00:02:02: in giro non c'è quasi nessuno Girato l'angolo, un bel angolo in accuminato cemento grigio di fattura svizzera, cominciamo a sentire le prime voci.
00:02:11: Di fronte a noi non un edificio ma una porzione di villaggio rotolato giù dalla collina, un piccolo nuovo nucleo che raccogliendo più funzioni reinventa relazioni e suggerisce tape e suggestione incontrinespettati.
00:02:24: Oggi molte residenze per gli anziani vengono costruite fuori al limite lontano dai paesi Come se la vecchiaia fosse una cosa da spostare, da parcheggiare un po' distante.
00:02:35: La scelta qui è opposta stare dentro tra in mezzo vicino La nuova piazza non è solo un bel zardino, disegnato ma è una scelta urbanistica a lungimirante.
00:02:45: Una quinta spaziale dove aspettare che qualcosa di insolito succeda.
00:02:51: E'
00:02:51: una coreografia di relazione come abbiamo visto appena siamo arrivati qua i bambini che giocano due checheaccheranno sotto il portico.
00:02:59: noi dall inizio quando abbiamo curato questo numero della rivista che la cura volevamo spostare la discussione della cura da un piano emotivo sentimentale, da quello strutturale e spaziale ma anche politico.
00:03:16: Qui vediamo un quartiere che è pensato come un bene comune.
00:03:21: Inserito perfettamente nel tessuto urbano di Colderio e si sviluppa all'interno, come abbiamo visto del Parco San Rocco... ...e riunisce tape un'unica ecologia sociale e una scena aperta dove le generazioni si incontrano ma anche dove il quartiere si apre alla comunità.
00:03:40: In certi momenti, come la ricreazione o la fine delle elezioni La piazza del Paese si sposta qua, non nel centro storico lassù ma nel luogo dove si passa per una commissione e poi ci si ferma.
00:03:51: Dove si incrociano i passeggini, dove un'avvisita ai cari diventa una tappa tra le altre Tra le diece e le undice di mattina.
00:03:58: tutto il paese sembra gravitare da qua Tra scuola, biblioteca, municipio servizi.
00:04:03: è una casa anziani che non è spinta al margine Ma adaggiata tra prati terrazze zerdini senza barriere dove i percorsi e le persone non sono controllati e gli attraversamenti restano liberi.
00:04:34: Tra i tanti progetti del numero cinque di Espazium Archie dedicato alla cura, per raccontare il progetto dei tibiletti associati non servono immagini patinate in quadratura iconiche ma basta un registratore per catturarne la vitalità, il brusio di età diverse e le innumerevoli andature che vi sfrecciano davanti o che vi si affacciano lentamente.
00:04:56: Appena siamo arrivati io ho sentito una architettura un po' pesante in questo contesto verde, un pò di montagne però l'architetture è pesante sulla terra.
00:05:08: appena abbiamo visto come funziona questo progetto abbiamo visto che no sta offrendo la società un bel movimento.
00:05:16: c'è una conversazione fra quello che frequenta il palazzo anche queste facciate di vetro che danno una Continuità fra quello che sta succedendo fuori, ma uno non sente in prigione dentro questo spazio.
00:05:32: Che proprio c'è questa connessione che secondo me arrecchisce tapee l'esperienza di uno che sta qui.
00:05:38: Questo edificio ci spinge in più direzioni.
00:05:40: Non importa se di corsa, roller in bici o zoppicante appoggiata un bastone, pareti mobili trasformano le proporzioni del piano terra.
00:05:48: L'interno può diventare una piazza coperta se serve e poi tornare raccolto.
00:05:53: Gli spazi cambiano misura, si aprono e si richiudono.
00:05:57: Diventano passanti e mettono in comunicazione vuoti atmosfere ritmi opposti.
00:06:02: i momenti della vita
00:06:04: Qui a Coldererio hanno ripensato la convivenza tra i generazioni, a Zurigo nel progetto di House for Almost Everything l'hanno ripensata all'interno della casa.
00:06:16: Proprio guardando a Haenvela-Zurigo questa idea prende una forma più chiara quando vedi il progette di House For Almost Everything.
00:06:28: è una casa che vive su una doppia soglia, abbiamo un demora privata e risorse collettive.
00:06:37: Il cuore è un grande sala flessibile orientata verso il frutteto, un spazio libero senza colonne capace di ospitare diverse attività.
00:06:48: Laboratorie, cene, mostre, sessioni di yoga, concerti o anche piccole performance.
00:06:55: Con IND proviamo a interrogarci sul significato di una architettura che si fa scenario di cura come gesto strutturale, spaziale e politico.
00:07:04: A Coldrario, come nello Zurighese nel progetto del Giovanestudio, l'architettura non sparisce ma permette grazie a trasparenze terrazze tende mobili leggeri pareti mobili e tetti apribili dei piccoli gesti non urlati non straordinari di cambiare l'esperienza della prossimità.
00:07:49: Alcuni dimoranti nella casa di cura, all'inizio vogliono scappare.
00:07:53: poi si abituano.
00:07:55: Il loro mondo si riduce perché è così che spesso accade i corpi, pian piano alcuni spazi smettano di essere abitati, alcuni luoghi diventano lontani ma a mano che il tempo passa alcune distanze diventono irraggiungibili.
00:08:09: Se il luogo è nel paese, il paese continua a passarti accanto ad essere orizzonte e cangiante anche quando il corpo si muove meno.
00:08:18: Lasciamo le grandi vetrate della sala centrale del secondo piano dove alcuni residenti giocano a carte e guardano fuori, oltre le fronte del parco verso l'Italia.
00:08:27: Per la prima volta ci muoviamo in verticale, in ascensore invece che trasversalmente e nonostante lo spostamento sia di qualche metro l'atmosfera uvattata e luminosa della casa di cura dei piani superiori non appena riatterriamo sul suolo pubblico muta radicalmente.
00:08:45: Comincia il battibecco delle signore che fanno a Maglia e il vociare chiasoso dei bambini.
00:08:49: Suono decisamente in solito per una casa anziani.
00:08:52: Questi
00:08:52: rumori, questi bambino così aggressivi che fano questo grandissimo occasino è una delle cose più belle che si possa avere vicino alla casa anziana.
00:09:02: Questo rumore è un'indicazione precisa.
00:09:05: Ci dice che il tempo non è separato in compartimenti, che l'inizio della fine, l'infanzia e la vecchiaia possono stare vicini e diventare una pratica di rispettosa convivenza quotidiana.
00:09:17: E proprio in questi intersezioni la cura diventa una strategia progettuale che non è solo un tema strato, questi due progetti che abbiamo mostrato nella rivista mostrano che l'architettura può ancora Sustenere con vevenza, dignità ma anche forme profonde di giudizia spaziale.
00:09:42: Se finalmente il soffiatore se ne è andato ci pensano un gruppo di anzene e signori ad intonare i loro gracchianti girelli in alluminio sul pavimento in pietra.
00:09:50: Arrivano altre famiglie per pranzo.
00:09:52: le voce si incrociano un saluto sotto il portico ed una gara di monopattini parte sotto la tettoria d'ingresso.
00:10:02: questo rumore stratificato ci racconta che il tempo continua e che la cura a volte è semplicemente questo, non separare la vita.
00:10:11: Lasciarle la possibilità di farci incontrare casualmente mentre si ritira un pacco o mentre si aspetta un parente.
00:10:19: Abbiamo intervistato la curatrice del numero cinque Hind al Shubaki.
00:10:24: Ringraziamo il codirettore di Spazio in Quaderni Stefano Milan per averci raccontato il progetto nel quotidiano.
00:10:30: Per leggere l'articolo di Hind al Schubaki.
00:10:32: visite spaziun.ch.
00:10:34: i nostri social o abbonati alla rivista Cartoline.
00:10:42: è un podcast ideato e scritto dall'Ara Monacelli Bani e Valentina Merz, con il supporto di Stefano Milan ed Andrea Nardi, co-direttori della rivista Spazio Un Quaderni.
00:10:53: Voce nel rante dell'Aro Monacellibani.
00:10:55: Musiche originali ed editing audio a cura di Jacopo Biffy!
00:11:00: Per ricevere altre cartoline inquadre il core code tra le pagine di quaderni o segui il nostro canale Spotify.
00:11:07: A presto!
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