Memoria scoperta
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In conversazione con Marina Pedrazzini e Lukas Bartke, architetti della Ca del Tero e della Casa Cortile a Minusio. Si ascolta il ruscello, i passi sulla ghiaia, il rumore secco delle pietre che tornano a posto. Questa cartolina arriva da Via delle Vigne, a Minusio. Un cantiere che sembra una rovina, poi una casa che riemerge dal tempo. Tra demolizioni lente, archivi polverosi e materiali recuperati, il podcast racconta un'architettura che scava nella memoria invece di cancellarla. Sassi, muri spessi e silenzi ricompongono un luogo che guarda alla montagna e restituisce al paesaggio il peso, la pazienza e la voce della materia.
Sul progetto: Ca' del Tero, Casa Cortile, Minusio 2018-2022 Metamorfosi adattive di Matteo Moscatelli Articolo italiano English article
Die Vergangenheit im Präsens di Erik Wegerhoff Deutscher Artikel Article en français
Pubblicazioni dell'editore: Archi 6/2025 Case da vivere | Homes to live with
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00:00:02: Sul fronte una foto in bianco e nero di muri in pietra, un'edicola ed uruscello.
00:00:07: In secondo piano delle costruzioni in sasso dai tetti a falda circondate da vigneti.
00:00:12: Silenziosi geometrie di rocce rotolate giù da un ripido pendio.
00:00:17: Sul retro poche parole disordinate coperte da decisi segni gialle rossi e ritagli dei piccole fotografie d'epoca.
00:00:24: Questa cartolina arriva da Via delle Vigne da Minusio sul lago Maggiore.
00:00:29: Le firme sono di due giovani architetti con base in Ticino, Marina Pedrazzini e Lucas Barke.
00:00:35: E Spazio Un Quaderni presenta Cartoline un podcast dedicato alla cultura del progetto ed della costruzione che con interviste racconti raccolti in loco trasmette le voci, le idee e i pensieri di chi progetta, costruisce, abita e attraversa il paesaggio contemporaneo.
00:00:53: Abbiamo iniziato in due mila dieciannove.
00:00:56: In teoria l'inizio era la richiesta della comitenza, era di fare un distiling di una casa.
00:01:02: Poi siamo stati qua e abbiamo visto che il terreno è abbastanza grande e c'è un bel roccello che ci ispirava molto ma la casa di per sé era un po difficile da leggere.
00:01:13: poi abbiamo scoperto anche una piccola stalla che era bella e ci invitava a pensare ad una trasformazione.
00:01:22: Il progetto comincia da una classica richiesta, un'aristrutturazione per un efficientamento energetico di una billetta indipendente anni settanta su tre livelli inserita in un bel giardino.
00:01:32: Marina e Lucas tornano da Berlino per avvicinarsi con cura ed elicatezza a questo sito così particolare.
00:01:39: La casa si rivela difficile da leggere stratificata, appesantita da decenni di aggiustamenti amplianti buone intenzioni e risultati meno convincenti.
00:01:50: Decidono allora di fare una cosa che al vicinato suona quasi sospetta fermarsi, guardare indietro e perdere tempo.
00:01:58: Abbiamo fatto uno studio della struttura, siamo andati nell'archivio dell'ETA abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca finché siamo riusciti a reperire tutta la documentazione fotografica e quindi siamo risalite a quello che era poi l'edificio originale.
00:02:11: Quindi abbiamo scoperto una strutture attoccentesca molto interessante, realizzata in pietra con i muri spessi da sessanta-settanta centimetri di larghezza e quindi quello che abbiamo fatto è stato iniziare quasi un lavoro archeologico di recupero.
00:02:27: E questo è stato anche il primo indizio di progetto che ci ha portato poi a convincere anche la committenza in un secondo tempo.
00:02:33: Demoliamo tutto quello che è stato aggiunto in un secondo tempo.
00:02:49: Il Progetto allora cambia natura, non più un intervento ma una ricerca, una specie di scavo, non tra radici e sassi ma traducumenti, piante, sezioni, fotografie... A cercare le tracce rimaste sotto i tanti strati dell'abitare passato Per un anno intero, si demolisce tape e basta.
00:03:17: Alla ricerca degli armonici volumi di un tempo della struttura originale è per far respirare il giardino.
00:03:24: Sul terreno si accumulano pietre, sassi, travi, piode materiali che aspettano di capire cosa diventare.
00:03:32: A chi passa sembra una rovina in piena regola.
00:03:35: Sul Terreno, che comunque sono, se mi ricordo bene, più o meno mille cinquecento metri quadrati c'erano Mucchio di sasso, tantissimi travi, tantissimo piore.
00:03:46: Tutto quello che si poteva riutilizzare l'abbiamo riutilizato.
00:03:50: Era una rovina, era quasi un'operazione al cuore aperto.
00:03:54: Sono rimasti tre lati fermi e un lato aperto.
00:03:59: era una rovina molto potente perché è una costruzione in sasse dove se apre un latto diventa subito molto fragile.
00:04:07: Al Paese appare una struttura scoperta e sposta che è abili.
00:04:12: maestranze locali per tre anni rinforzano e curano.
00:04:16: Compaiono nuove cornici di sostegno per le finestre, tettoie in cemento sabbiato, nuove terrazze ed vecchie pergole.
00:04:23: Addio facciate intonacate di rosa!
00:04:26: E addio imposta azzurre.
00:04:28: la nuova rovina prende un'area un po' severa quasi difensiva di fortezza.
00:04:32: Il
00:04:33: materiale che davvero conta, che è davvero un valore la pietra ma non come stato simbolo ma proprio come materiale locale che sempre è stato impiegato e che c'è una flessibilità e sostenibilità incredibile.
00:04:43: L'abbiamo visto perché noi poi il Sasso l'abbiano riutilizzata in mille modi.
00:04:48: La
00:04:49: pietralla locale ovviamente perché una volta si prendeva quello che ci era sul posto.
00:04:53: È un misto tra Gnaes e Granito e poi ci sono anche i colori.
00:04:59: dentro quindi c'ha un po di ferro che fa molto Vivo è molto bello.
00:05:03: Pavimentazioni, selciati, soglie davanzali, muri di slivelli sedute pergole e gradini.
00:05:10: ogni sasso trova un nuovo posto tra i due volumi che riemergono dagli strati del tempo.
00:05:17: tutto è diverso ma mai estraneo riconoscibili ad occhi attenti e gentile verso la collena.
00:05:24: Quello che è interessantissimo è che quando riutilizzi un materiale che già era nel posto ha già la sua patina.
00:05:30: e quindi quando le case erano finite non avevi questa sensazione di due edifici nuovi perché portavano con loro già l'energia, la storia passata.
00:05:39: Non avevamo più bisogno di aspettare venti, trent'anni finché questo avvenisse, era già lì!
00:05:44: E questo era un regalo.
00:05:45: e quello che anche fa riflettere oggi no?
00:05:48: Perché... Ricominciare sempre tutto da zero quando forse la storia ci porta il materiale?
00:05:53: per me ha anche proprio una sua energia.
00:05:55: Mentre caddel terro si ricompone lentamente sotto i colpi di spacca pietre portoghesi a canto, anche la piccola malandata stalla si trasforma con tecniche e materiali simili al bordo opposto di un lotto trattato all'antica di Rebero e Vicini che ormai appare un corpo estranio troppo sovrio nel contesto di speculazione edilizia del resto di via delle vigne.
00:06:33: che si vede dalla montagna di quattro chilometri di distanza.
00:06:39: Quindi non c'entra niente con quello che c'è, quindi anche noi abbiamo avuto la sensazione che il nostro intervento è un alien, che non centra più nel terreno di oggi.
00:06:50: in realtà è quello che era forte qua.
00:06:53: Da anni la competizione è sulla vista su chi guarda il lago e chi se lo fa rubare dal vicino Mentre nessuno sembra chiedersi che cosa succede visivamente e culturalmente guardandosi indietro verso la montagna, dove larghi orizzontali condomini emergono come sfacciati volumi di cemento e vetro.
00:07:13: Non c'è stato nessun rispetto ma neanche nessuna lettura e nessuna comprensione di quello che è il nostro territorio.
00:07:19: Come lui parlava anche Luigi Snozzi no?
00:07:20: Di come mettersi in maniera invece perpendicolare a quello che ha il territorio, invece qua è stata completamente omessa questa visione, questa memoria.
00:07:28: Le due costruzioni trasformate restano basse, spesse o stinatamente ancorate al suolo e soprattutto capaci di ristabilire un rapporto volumetrico fisico e tangibile con la strada.
00:07:40: Con i sentieri e con il ruscello.
00:07:42: grazie alle nuove corti ai nuovi affacci ai cortili e agli accessi
00:07:47: Queste case hanno un rapporto con la strada.
00:07:51: Questo condominio che abbiamo qui di fronte non ha più un rapporti con la stada, è stato completamente annullato.
00:07:57: Cioè il rapporto della strada le hanno le auto, l'auto rimessa.
00:08:01: Intanto il Paese osserva.
00:08:04: all'inizio la gente spera in una demolizione completa e in un nuovo condominium poi lentamente cambia idea.
00:08:10: Il progetto riapre una memoria che non era scomparsa ma solo coperta
00:08:15: Quando abbiamo iniziato le demolizioni.
00:08:16: voi dovete immaginare che c'erano tutti questi vicini, che erano affacciati alle finestre a guardare cosa stessimo facendo.
00:08:22: E poi però la casa rimane super metà.
00:08:24: quindi nessuno capiva e si chiedevano ma questi cosa fanno sono pazzi?
00:08:28: Cioè erano tutti felici che finalmente la casa venisse demolita e magari venisse costruito l'ennesimo condominio.
00:08:35: invece no!
00:08:35: Non solo sguardi e memorie filtrano dalle tante finestre negli interni caldi o vattati di rovere il calce di caddeltero La luce calda del lago.
00:08:45: ogni ora accendo un ambiente diverso, inquadrando la vecchia palma, lavallata i tetti del vicinato e il frutteto in giardino.
00:08:53: È come se ci seguisse da un lato all'altro del volume, da una corte all'altra.
00:08:59: Da un momento che l'abbiamo liberata, anche se in chiave contemporanea ha riaperto una memoria nelle persone e quindi abbiamo ricevuto delle lettere da persone anziane che ci dicevano a me la ricordavo quando era insasso, quando era una stalla.
00:09:15: Quindi c'hanno scritto, ci hanno mandato anche delle foto vecchie.
00:09:20: Il tempo di un luogo è la memoria di un territorio.
00:09:23: sono stati fatti emergere sotto intonaci ed isolanti di plastica e rivelati alla e per la comunità è servita una committenza illuminata l'atenacia di un giovane studio e la potenza di un declibio assolato da cui osservare lontano le cime delle alpi innevate, e vicino alla materia del suolo sul quale viviamo.
00:09:43: Speriamo di aver comunque risvegliato un pochino delle persone con una certa sensibilità, nel capire che oggi forse anche gli edifici che appartengono la storia possono venire trasformati senza paura.
00:09:54: Addettandogli a un certo comfort, addettando lì una certa contemporaneità però non perforza erendo tutto a zero ma come punto di partenza per scrivere una nuova storia.
00:10:07: Abbiamo intervistato gli architetti Marina Pedrazini e Lucas Barcae Per leggere l'articolo di Matteo Moscatelli, visita e spazio in .ch i nostri social o abbonati alla rivista.
00:10:26: Cartoline è un podcast ideato e scritto dall'Ara Monacelli Bani e Valentina Merz con il supporto di Stefano Milan ed Andrea Nardi co-direttori della rivista e Spazzium Quaderni voce narrante dell'Aro Monacellibani musiche originali ed editing audio a cura degli Acopu Biffi.
00:10:46: Per ricevere altre cartoline, inquadra il core code tra le pagine di Quaderni o segui il nostro canale Spotify.
00:10:52: A presto!
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