Intorno a un platano
Show notes
In conversazione con l’ingegnera Valeria Gozzi
Una piccola piazzetta alle pendici delle alpi ticinesi, un platano e delle campate in metallo rosso. Questa cartolina arriva da Quartino, In Ticino, da una bocciofila rinata tra aggiunte e trasformazioni diventa il terreno di sperimentazione di un progetto fondato sul riuso e sull’economia circolare. In questo episodio di Cartoline, raccontiamo come strutture esistenti, materiali recuperati e componenti smontati e ricollocati abbiano permesso di ampliare il complesso senza ricorrere alla logica della demolizione e ricostruzione. Un intervento che, oltre agli aspetti tecnici, restituisce al paese un luogo di incontro, capace di accogliere nuove forme di socialità e vita collettiva.
Show transcript
00:00:02: Sul fronte una strada silenziosa di paese, da un lato un antico castagneto, dall'altro una casa intonacata a due piani.
00:00:10: Una struttura rossa dal tetto a capanna, una piazzetta qualche tavolino e un vecchio platano.
00:00:16: Sul retro cifre dosaggi e calcoli segnati minuziosamente tra schizzi di finestre ed pilastri.
00:00:23: Questa cartolina arriva da quartino dalticino e a firmarla sono due ingegniere Valeria Gozzi e Cristina Zanini insieme agli architetti Giuseppe Rossi e Stefano Martinelli.
00:00:53: Quando noi siamo arrivati l'edificio del Boccio Dromo era sostanzialmente chiuso su questo allineamento per cui era sostanzialmente più largo e più corto.
00:01:06: E non erano collegati tre edifici, cioè questa parte qua non c'era.
00:01:11: Erano tre corpi staccati tra di loro di epoche di costruzione diverse.
00:01:17: perché il Bocciodromo?
00:01:17: circa degli anni settanta l'Edificio d'inizio secolo scorso mentre quella che chiamata la Casa del Custode, ha una tecnica costruttiva piuttosto variegata.
00:01:30: C'erano delle colonne dorate, bronzi di riace dorati... Era interessante a livello di arredo!
00:01:38: Il piazzale non era un piazza disegnato comunque non c'eranno questi blocchi e era sostanzialmente sterrato per cui non cera un uniformità o un'unità architettonica del complesso.
00:01:51: Una mattina d'inverno Valeria incontra gli architetti.
00:01:54: Sotto i piedi l'Abrina e nessuno in giro, il complesso dei primi del novecento si presenta disgregato, disordinato, costruito a strati come se intorno al Platano per decenni fossero iniziati mille cantieri uno dopo l'altro prima la Casa Del Custode poi La Bocciofela poi ancora la Saradaballo la Locanda posto di ritrovo quasi clandestino e poi Piazzale I Parcheggi.
00:02:20: tutto appariva come una serie di casuali e congelati episodi architettonici.
00:02:26: L'idea è stata da subito quella di applicare i principi di economia circolare o comunque fare un riuso nell'ottica di un progetto sostenibile, per cui l'architetto quando c'è chiamato c'ha subito detto che l'intenzione era quella di aplicare i Principi delle Nove ER.
00:02:44: ai tempi forse erano solo quattro poi sono diventate di più a questo progetTO A livello costruttivo e esecutivo, la prima cosa che abbiamo fatto è stata verificare se potevamo tenere tutto quello che c'era già.
00:03:03: Quindi prima era rifiutarsi di demolire e rifare per cui abbiamo fatto una lunga campagna d'indagine su tutti i materiali che si trovavano sul posto.
00:03:16: quindi abbiamo testato le carpenterie metalliche in diversi modi estraendo dei provini e portandone il laboratorio oppure faccia... scendendo anche delle indagini non distruttive perché soprattutto le capriate interne sono tubolari quindi non potevamo smontarle.
00:03:31: Si testano le strutture e i materiali, si fanno sondaggi e si estragono provini, si controlla il legno dei solai, si guardano le stratigrafie, si cercano le carenze ed si misurano le possibilità.
00:03:43: a destogliere l'ingegnere da calcoli e verifiche è commergere la prima serie problematica che subito diventa la vera occasione Per riportare il complesso alla sua funzione originaria di bocciofila, i campi devono essere allungati.
00:03:59: Le norme attuale lo richiedono e i giocatori concentratissimi che pattenano sbocciando sul ghiallietto chiaro del centro non sembrano potere né volere rinunciare alle gari nazionali.
00:04:09: Come fare?
00:04:11: L'edificio esistente è troppo corto.
00:04:13: La soluzione più ovvia sarebbe aggiungere una campata nuova materiale nuovo struttura nuova e avanti così.
00:04:19: ma in questo progetto si ragiona in maniera diversa radicale.
00:04:22: La facciata si fermava qua, era tutto chiuso sostanzialmente fino qua quindi era più largo e più corto.
00:04:30: avremo comunque dovuto aggiungere sostanziale una campata in fondo per arrivare alla lunghezza prevista dalle piste richieste attualmente dalle norme.
00:04:39: per realizzare le piste per giocare a bocce era necessario allungare l'edificio.
00:04:45: quindi un'idea di progetto che venuta sul posto insieme hanno ingegneri con gli architetti, che sono lo studio Martinelli Rossi.
00:04:54: in particolare Giuseppe Rossi ha seguito questo progetto e è stata quella di smontare sostanzialmente questa laterale dell'edificio e riutilizzarla per allungare l'edificio quindi applicare già a livello strutturale un approccio circolare all'interno dello stesso cantiere.
00:05:12: La vecchia ossatura viene parzialmente smontata, un pezzo erretra, un altro viene rimontato al trove, quattro pilastri Vengono spostati, i correnti a omega vengono tagliati e ricollocati.
00:05:25: La facciata si ritira l'edificio si allunga e improvvisamente il cantiere smette di comportarsi come una macchina lineare che consuma per assomigliare sempre di più un gioco strategico di colpi e contraccolpi, di misurazioni al centimetro.
00:05:42: Lancio dopo lancio Pezzo dopo pezzo, la bocciofila si trasforma e ogni dettaglio da ripensare diventa nelle mani dei progettisti ambito e prezioso come un boccino.
00:06:34: Ma la partita – come ci ripete Valeria?
00:06:37: A regole precise!
00:06:38: E sopra una pista da campionato di aria ne serve davvero.
00:06:41: Ci sono altezze minime da rispettare, geometrie da non compromettere ed una quantità di vincoli che costringe le tecniche ad immaginare con astuzia un intervento decisivo ma discreto.
00:06:54: ed ecco che si lanciano in scivolata, seguendo la traiettoria fino alla fine sperando che nessuno ne intuisca la maestria.
00:07:01: Il tondino, in prospettiva non sembra rinforzata quindi non sembrà sgraziata rispetto all'intero complesso della struttura.
00:07:12: e è quello che dal mio punto di vista è un intervento quasi chirurgico-microscopico molto proprio mantenere la geometria originale pur dando di ridondanza.
00:07:26: Chissà se i giocatori si accorgono di quel boccino finito sulla copertura della loro sala rinnovata, quel tondino quasi invisibile, quel rinforzo minimo che si nota poco, forse troppo poco tanto che qualcuno potrebbe scambiarlo per qualcos'altro o non notarlo affatto?
00:07:56: tutte le facciate del boccio dromo sono realizzate con seramenti provenienti da altri cantieri.
00:08:03: Quindi il principio di economia circolare in questo caso è stato applicato sulla facciata, facendo una figliera attraverso altri cantieri.
00:08:13: Qui sono stati smontati i seramenti, sono statи provati qua.
00:08:17: A livello logistico il processo è venuto in maniera ancora un po' artigianale perché in Ticino non esiste ancora un database dei materiali da costruzione provenienti da smontaggi strutturato come possono esserci ad esempio in Svizzera interna.
00:08:36: quindi sia noi che gli architetti abbiamo fatto una ricerca e abbiamo trovo
00:08:44: nonostante le nove erre richiedano tempo e inventiva, la composizione finale funziona perché non cerca una falsa omogeneità.
00:08:53: I materiali scelti non ammiccano a severi sguardi da rivista patinata ma piuttosto alle spesse lenti dei frequentatori pomeridiani o agli occhi vispi di giovannissimi appassionati.
00:09:04: che diventi un centro per la popolazione, non soltanto per chi diventi a un punto di ritrovo, per chi gioca bocce o per fare i tornei di bocci nazionali ma che possa essere utilizzato sopra un compleanno dei bambini piuttosto che della cena del gruppo di ginnastica o quant'altro.
00:09:23: Adesso vedo dei signori che stanno giocando carte quindi mi sembra che si stia funzionando in questo senso!
00:09:32: ed è qui, probabilmente che il progetto si carisce del tutto.
00:09:36: Non tanto nelle norme dei campi, che pure sono state decisive non solo nei serramenti recuperati o nel tondino saldato quasi invisibile nemmeno nel virtuosismo molto concreto di aver spostato pezzi di edificio da una parte all'altra dello stesso cantiere.
00:09:52: Tutto questo conta e come?
00:09:54: ma conta perché prova a rimettere in esercizio qualcosa di più antico del gesto architettonico un'abitudine alla coesistenza multiprogrammatica e transgenerazionali, ma soprattutto a quartino.
00:10:06: Si rialacciano relazioni costruttive di prossimità ed i riuso adattivo.
00:10:13: Oltre le piste da gioco, le finestre verso ovest sono aperte e quando le bocce smettono di rotolare si sente lo scrosciare d'un reale che scende dal monte Tamaro, costeggiando un antico sentiero nel bosco, dal quale ogni tanto scendono visitatori ma da dove arriva sempre dell'aria nuova, fresca per non dire gelida.
00:10:33: Un vero soffio di vento montano che forse ha spinto i progettisti e la commettenza ad innovare a soffiare via alcune parti ed a trasformarne altre ancora.
00:10:43: tra tecniche innovative e atmosfere di campagna, tra prudenza e invenzione, tra un tondino quasi invisibile e una piazza restituita al Platano e regalata al Paese Abbiamo intervistato l'ingegnera Valeria Gozzi, dello studio Zanini-Gozzi.
00:11:01: Per leggere gli articoli legati al riuso e a ripensarli ingegneri a civile visita espazium.ch i nostri social o abbonate alla rivista.
00:11:12: Cartoline è un podcast ideato e scritto dall'Ara Monacelli Bani ed Valentina Merz con il supporto di Stefano Milan e Andrea Nardi co-direttori della rivista Espazion Quaderni voce narrante dell'Aro Monacellibani.
00:11:26: Musiche originali ed editing audio a cura di Jacopo Biffy.
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00:11:38: A presto!
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