Zurigo Tropical

Show notes

In conversazione con Pietro Maria Romagnoli e Simone Biaggi
Nel sesto episodio di Cartoline arriviamo a Zurigo Altstetten per esplorare Buck 40, la trasformazione di un ex archivio bancario degli anni Sessanta firmata da Oxid Architektur e Scheitlin Syfrig Architekten. Tra pilastri scultorei, liane e tendaggi, scopriamo come un volume destinato alla demolizione sia diventato un luogo aperto, luminoso e attraversato dalla natura. Facciate mobili, corti tropicali e tracce del passato lasciate visibili, raccontano una nuova idea di riuso, audace e radicale.

Show transcript

00:00:02: Sul fronte, un quadrato di cinquanta metri per cinquant'a.

00:00:05: Un volume compatto, custode di cifre e memorie bancarie.

00:00:08: Al centro, in grande vuoto vetrato dal quale emergono lunghi rami, foglie tropicali ed fiori multicolore.

00:00:15: Sul retro tra disegni gialli rossi e verdi riappare il corpo dell'edificio scomposto e quasi svuotato.

00:00:22: Questa cartolina arriva da Zurigo al Stetten e le firme sono due, Oxid Architektur e Shaitlin Sifrig Architecten.

00:00:30: E Spazium presenta Cartoline un podcast di architettura e costruzione che con interviste racconti raccolti in loco trasmette le voci, le idee e i tensieri di chi progetta, costruisce, abita o attraversa il paesaggio contemporaneo.

00:00:49: Nonostante la primavera sia appena iniziata né petali, né pollini ma piccoli fiocchi di neve svolazzano tra magazzini uffici, depositi, laboratori, alberghi e qualche condominio.

00:01:00: L'autobus si muove rapido parallelo alla collina e ha traficate arterie tra il centro e periferia industriale di Zurigo.

00:01:07: Le facciate intorno alla nostra fermata sono dure e mute La neve macchia moduli per fabbricati in cemento e il cielo grigiastro si riflette in involucri liscissimi e sigillati, tranne la giù lontano dalla strada dove il vento sembra far ondeggiare degli inaspettati stendarti bordò.

00:01:24: Ci troviamo ad Alstetten con quartiere in origine periferico a Zurichura un comune a Sestante, è stato poi integrato negli anni miliunvecento trenta nella città e nei decenni successivi quindi anni cinquanta settanta fino agli ottanta si è sviluppato veramente come un quartiere misto ma molto vocazione industriale commerciale.

00:01:46: questo si può vedere ancora oggi molto bene anche se sta vivendo il quartiere un nuovo sviluppo in questi anni.

00:01:52: Pietro e Simone, due architetti associati dell'ufficio Oxid ci raccontano come secondo le logiche consuetudini questo edificio degli anni sessanta avrebbe dovuto essere raso al suolo.

00:02:04: Quando noi abbiamo fatto il concorso e siamo venuti a visitarlo la prima volta, c'era un mix incredibile di usi.

00:02:10: C'erano due appartamenti semi abusivi, c´erano un locale dove aveva scurato tutte le finestre perché producevano marijuana all'interno e c'eranno uffici d'architettura quindi veramente di tutto.

00:02:24: Nonostante il concorso prevedesse la demolizione e la costruzione di qualcosa di più apparentemente efficiente, in maniera controintuitiva i progettisti insistono sull'importanza di considerare il patrimonio esistente non come un problema da risolvere ma come una risorsa rara di possibilità spaziali da esplorare ed i talenti da trovare.

00:02:45: Sui talenti penso appunto che a prima vista questo edificio era cinquanta per cinquante veramente massiccio, buio all'interno.

00:02:52: sembrava veramente difficile poterlo mantenere e adattare.

00:02:56: Invece abbiamo visto che questo edificio aveva veramente delle qualità.

00:03:00: sicuramente i Vaniscalc potevano permettere le vie di fuga.

00:03:04: anche questa struttura, agirandola che ha permesso di risolvere il tema antisismico.

00:03:09: Il raster dei pilastri da sette metri cinquanta quadrato che assicuro una flessibilità quindi abbiamo potuto riutilizzarlo.

00:03:18: Intorno a buco quarenta c'è gran via vai di macchine camion furgoni e operai che caricano e scaricano merce ma non solo.

00:03:26: un parchetto raduna qualche bambino nonostante l'incombente ombra di un enorme torre.

00:03:32: D'improvviso per un attimo tutti guardano i tessuti rossi, distratti.

00:03:37: Ammirano il silenzioso cigolio di ritirarsi dei tendaggi.

00:03:41: Il corpo originale dell'edificio protetto dai pochi raggi del sole ci appare scuro ed elegante totalmente trasformato.

00:03:53: L'ha facciato.

00:03:54: come si vede è praticamente un nuovo vestito che è stato messo attorno alle edifici esistente, mentre prima c'erano tutti i parapetti chiusi e finestre molto più piccole.

00:04:03: Adesso invece è caratterizzata da questi finestri molto più ampio col parapetto anche vetrato.

00:04:08: quindi sia di sera che di giorno c'è questo scambio maggiore tra la città e l'edificio

00:04:14: Buoc Quaranta smette di essere un volume compatto e si comporta come una soglia di nuove relazioni tra ciò che accade dentro e ciò, che accadde fuori.

00:04:23: La facciata esistente viene sostituita da una nuova pelle mobile più trasparente, un dispositivo che lavora sul clima e sulla luce e che regala al vecchio blocco amministrativo un carattere rinnovato quasi domestico per diventare qualcosa di leggermente instabile indefinito però più ricettivo per chi lavora o per chi vi cammina accanto.

00:04:44: Questo

00:04:44: è il layer più esterno della facciata, proprio la schermatura solare che viene posta davanti a questo curtain wall che altrimenti diciamo è l'unico elemento che porta anche un colore distintivo all'edificio che per il resto è tenuto in materiale molto metallo, il cemento e delle parti chiuse.

00:05:02: Materiali dicimo abbastanza duri.

00:05:04: Buchfirzig, questo il nome in Svizzero tedesco ci invita a entrare ad addentrarci tra decine di leggere foglie tessili nella sua massa nascosta attirandoci verso un insospettabile corte interna dal sapore equatoriale.

00:05:18: Quindi

00:05:18: l'altra cosa interessante una volta che si entra di edificio dopo questa scala è accedere all'atrio centrale non in asse ma in diagonale.

00:05:28: e già questo permette di avere uno sguardo completamente diverso sullo spazio che poi si sviluppa in altezza.

00:05:35: Uno entra nell'atrio, in uno spazion ha una singola altezza fa un passo diventa doppia altezza finché poi si arriva al centro e si svilluppa fino alla finestra zenitale.

00:05:52: Rispetto a avere prima questo centro molto buio e chiuso.

00:05:56: quello che abbiamo cercato di fare è stato invece trasformare questo centro scavando, demolendo puntualmente le solette tutta attorno ad un pilastro centrale e le superfici che abbiamo perso demolendo le solete all'interno sono state poi recuperate nel punto migliore cioè quindi in cima perché c'è una soprelevazione in legno.

00:06:23: Il centro dell'edificio, un tempo era un archivio pieno buio difficilmente accessibile progettato per conservare e proteggere.

00:06:32: Oggi è stato svuotato, scavato inciso.

00:06:35: Porzioni di solaio sono state tagliate attorno al pilastro centrale lasciando visibili le tracce di questa operazione anatomica.

00:06:43: Bordi grezi segni di taglio cicatrici che non vengono nascoste.

00:06:48: quello che prima era una specie di cavo chiuso e segretissimo diventa un cortile aperto vuoto invece che pieno luminoso e non oscuro, attraversabile invece che inaccessibile.

00:07:10: Però è

00:07:25: interessante vedere questa lavorazione, questi tagli della struttura grezza.

00:07:30: sono ancora leggibili nell'edificio e abbiamo giocato sia con la vegetazione, sia i piani superiori con le tende di nuovo di colore rosso che garantiscono anche l'isolamento acustico dello spazio.

00:07:45: Abbiamo giocati con questi contrasti tra materiali morbidi e questa struttura veramente grezza, che è ancora leggibile.

00:07:53: E anche tematizzata.

00:07:55: c'è proprio il modificare la strutture grezza esistente.

00:07:58: viene tematizzato e rimane leggibile nella forma definitiva.

00:08:03: Muovendoci a spirale per raggiungere i piani superiori osserviamo segni, tagli ed graffi che gli architetti hanno impresso al vecchio scrigno di cemento.

00:08:12: Osservando le superfici si comprende l'età di Buch-Quaranta.

00:08:16: Il tempo qui non è solo un concetto astratto ma decisamente tangibile.

00:08:21: Si incontra nelle tracce dell'edificio che fu nei binari dei grandi scaffali dell'archivio, che restano come cicatrici al suolo, nelle differenze di spessore e nelle solette.

00:08:31: Quindi sicuramente lo studio dell' edificio è importante ed è fondamentale.

00:08:35: Si vedono grazie a questi tagli delle solette si vedono alcune peculiarità del edifico relative all'utilizzo che ha avuto prima.

00:08:43: Noi siamo esattamente su una terrazza.

00:08:46: guardiamo nell'atrio la soletta di fronte a noi che dopo il pilastro diventa più spessa, quello perché all'interno era archive e quindi appunto come sempre portava al peso ed era più spesso.

00:08:57: Tutte queste piccolezze qui però nel piani dei demolizioni devono essere ovviamente precise e devono esser calcolate perché non si può usare una fresa di un diametro uguale per tutte le solette perché le solete hanno diametre diversi.

00:09:14: Nella storia di cicatrizzazioni ed evoluzioni, che perme alla progettazione e la realizzazione dell'edificio.

00:09:20: un altro passaggio importante è quello della sopraelevazione una sorta di coronamento verde fatto di terrazze piante e pergole.

00:09:28: Le superfici persi al centro vengono recuperate sopra dove l'edificio ora costruzione leggera in legno si apre verso la città il clima la luce e le stagioni.

00:09:40: Le piante cambiano, germogliano, seccano.

00:09:42: Filtrano il sole, trattangono l'acqua.

00:09:44: Modificano la percezione dello spazio.

00:09:47: D'estate ombreggiano ed inverno lasciano passare la luce.

00:09:51: Siamo fine marzo, no?

00:09:53: Incredibile come tu vedi le violette e i muscari tutti i fiori che iniziano.

00:09:57: quindi uno veramente è dentro e vede le stagioni cambiare Guarda l'ape che viene a prendere sui fiorellini, appunto quando dicevamo la biodiversità.

00:10:08: I primi fiori della primavera ci sono già le api che vengono a prenderle il polline.

00:10:15: Da un edificio esistente grigio probabilmente brutto arrivato alla fine della sua vita può partire un concetto completamente nuovo.

00:10:24: Rinascere.

00:10:25: Adalstetten,

00:10:30: un edificio industriale che prima era chiuso ora si lascia attraversare dalla città.

00:10:36: Un centro che prima era pieno, ora è vuoto e fiorito.

00:10:40: Una facciata che prima era fissa, ora si muove.

00:10:43: Il resto succede lentamente protetto da pelli morbide ed arami intrecciati nella luce che cambia durante il giorno nelle tende che si alzano e si abbassano nei glicini che si arrampicano fino al tetto e nel muoversi liberi tra rami di cemento e foglie di tessuto tra fiocchi di neve api e qualche pappagallo.

00:11:06: Abbiamo intervistato gli architetti Pietro, Maria Romagnoli e Simone Biaggi.

00:11:11: Per leggere gli articoli legati a Buchfirzig visita espazion.ch i nostri social o abbonate alla rivista.

00:11:19: Cartoline è un podcast ideato e scritto dall'Ara Monacelli Bani ed Valentina Merz con il supporto di Stefano Milan e Andrea Nardi co-direttori della rivista Espazio Unquaderni Voce narrante dell'Aura Monacellibani Musiche originali ed editing audio a cura di Jacopo Biffy.

00:11:37: Per ricevere altre cartoline, inquadra il QR code tra le pagine di quadermi o seguici sulle principali piattaforme podcast.

00:11:45: A presto!

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